Oltre 20 punti di ritiro
Tra ottobre 2016 e il 2018, una rete di oltre venti punti di raccolta beni emergenziali a Roma. Andata e ritorno Roma–Norcia anche due volte al giorno, con scarico in un capannone in comodato d'uso gratuito donato a Norcia.
Castelluccio di Norcia
Dieci anni accanto a un borgo che non si è arreso.
Il terremoto durò minuti.
La presenza di chi non se n'è andato dura da dieci anni.
La storia
Il 30 ottobre 2016, quando il Centro Italia tremò per la seconda volta in pochi mesi, Castelluccio di Norcia perse ogni cosa tranne il suo nome. Resto in Piedi è nato lì: non come ONG, non come fondazione, ma come gesto. Un modo per trasformare magliette e felpe in aiuti concreti per chi stava nelle tende mentre arrivava l'inverno.
Dietro c'era una rete di amici, artisti, illustratori e volontari. Davanti c'erano i ragazzi delle scuole di Norcia, l'Esercito Italiano, gli agricoltori della Piana, una comunità che rifiutava di essere raccontata solo come vittima.
Dieci anni dopo, il borgo non è ancora ricostruito. Ma la memoria sì, e cammina.
Gesti concreti
Tra ottobre 2016 e il 2018, una rete di oltre venti punti di raccolta beni emergenziali a Roma. Andata e ritorno Roma–Norcia anche due volte al giorno, con scarico in un capannone in comodato d'uso gratuito donato a Norcia.
Insieme a mio padre, e grazie ad amici proprietari di campeggi, abbiamo consegnato ventuno casette su ruote a ventuno famiglie di Norcia e Castelluccio. Un tetto mobile, quando il tetto fisso non c'era più.
Circa 500 felpe e t-shirt consegnate all'Esercito Italiano e donate ai ragazzi delle scuole di Norcia, dopo il primo inverno nelle tende.
Un camion di panettoni e pandori Bauli distribuito con il supporto dell'Esercito, per coprire le richieste natalizie di tutta la cittadina sfollata.
Una petizione su Change.org con migliaia di firme per la riapertura della SP 477 Norcia–Castelluccio e per permettere la semina della lenticchia. Alla fine è arrivato l'Esercito Italiano, con il trasporto dei mezzi in quota.
Un container donato, posizionato davanti ai bagni pubblici dismessi. Pasti gratuiti, comunità, presidio. Uno spazio vivo quando non c'era nient'altro in piedi.
Memoria
Il sisma. Norcia, Castelluccio, l'Appennino centrale. Pendolarismo Roma-Norcia, anche due volte al giorno.
Oltre venti punti di raccolta beni a Roma. Un capannone in comodato gratuito a Norcia. Ventuno casette su ruote consegnate a ventuno famiglie di Norcia e Castelluccio, con mio padre e amici dei campeggi.
Nasce Resto in Piedi. Felpe solidali, campagne artistiche, consegne all'Esercito. Petizione su Change.org con migliaia di firme per la riapertura della SP 477 e la semina della lenticchia: l'Esercito trasporta i mezzi agricoli in quota.
Nasce Gestione Pagine — Digital Factory, per dare ai compaesani tutto il supporto digitale utile a vendere online: siti, social, e-commerce per attività agricole e rivendita di salumi. Oggi è una società strutturata, ma il primo committente è stato il paese.
La campagna si evolve in donazione pura. Merchandising ridotto, focus sulla comunità.
Mio padre dipinge la facciata di Casa De Variste con la bandiera tricolore italiana. Per oltre tre anni, nel Castelluccio demolito, sventola un solo segno di presenza: quello.
Zona Cesarina. Container sociale, pasti, presidio. Poi la rimozione, per non diventare alibi dell'immobilismo.
La facciata tricolore di Casa De Variste viene giù con la demolizione. Il segno cambia casa. La memoria no.
Si spegne Urbano Testa, autore della Casa Tricolore di Castelluccio. La memoria familiare diventa eredità pubblica.
Castelluccio, aprile 2026
Questo sito raccoglie la memoria di allora e apre la strada a quello che verrà.
Lasciaci un contatto: ti scriveremo quando ci sarà qualcosa di nuovo da raccontare.
Casa De Variste · 2019 — 2022
Nel 2019, in un Castelluccio ormai demolito fino alle fondamenta, mio padre Urbano Testa dipinse la facciata della nostra casa di famiglia con la bandiera tricolore italiana.
Per oltre tre anni, fino al settembre 2022, quella facciata fu l'unico segno di presenza rimasto in piedi nel paese: un atto semplice, testardo, civile. Un tricolore dipinto a mano che parlava a chi arrivava dalla piana e a chi se ne era andato.
Oggi Casa De Variste racconta quella storia — e quella che continua.
casadevariste.comUrbano Testa · 2019
Attività locali · 2016 →
Il sostegno non era solo donazioni. Era un'altra cosa, più duratura: dare voce e mercato a chi era rimasto a lavorare la terra, a trasformarla, ad accogliere, a vendere.
Dal 2016 in avanti ho usato i canali social, i siti e le pagine che gestivo per raccontare le attività del territorio: agricoltori, ristoratori, commercianti, servizi. I loro prodotti e la loro fatica diventavano contenuto, visibilità, ordini. Con campodilenticchia.com e con altri canali dedicati, la Piana e il borgo hanno continuato a parlare anche da lontano. Quando non si può vendere in piazza, si vende online — e per molti, quella è stata la differenza tra andarsene e restare.
Sono solo alcuni dei nomi. Aziende agricole, rivendite di salumi, ristoranti, piccoli esercizi del territorio: persone testarde che hanno scelto di non mollare. La loro voce, per anni, è passata anche da qui.
Una persona, non un'organizzazione
Daniele Testa si occupa di digitale dal 1999 e di marketing digitale attraverso i social dal 2008, con radici familiari a Castelluccio. Ha coordinato Resto in Piedi come cittadino, non come ente. Oggi gestisce l'ecosistema digitale di Castelluccio di Norcia e lavora su progetti per l'Appennino interno.